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Tra i grandi della Terra, l'Italia è al centro del mondo... |
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Si è concluso, dopo tre giorni di lungo cammino il G8, da quest'incontro evolutosi in G14, che ha voluto ancora una volta riportare alla luce problematiche secolari o questioni recenti che affliggono il nostro mondo moderno. E l'Italia non è stata a guardare.
Elogiato dai capi di Stato di mezzo mondo, il convegno dei potenti della Terra ha riscosso un grandissimo successo grazie all'organizzazione e al lavoro capitanato dagli uomini di Governo.
"But then came the call, our lives changed forever more, you can pray for a change but prepare for the end..."
Anche la scelta del luogo, inizialmente progettato per La Maddalena, ha lasciato letteralmente a bocca aperta Primi Ministri e Presidenti che, mostrando dapprima indifferenza o rimostranze, hanno apprezzato in larga scala l'operato del Governo che ha amplificato notevolmente gli sforzi per portare prima dell'inverno tutta la popolazione colpita dal sisma del 6 aprile scorso nelle loro case e per risanare quanto prima possibile monumenti e simboli architettonici che, a loro volta, sono stati "adottati" dai membri delle Grandi Nazioni per favorire (grazie a stanziamenti) il ripristino degli edifici più severamente colpiti.
"But you're the best - it says so, in the penny dreadful in your hand..."
Si è discusso di molto in questa grande riunione. Prima tra tutti, la crisi economica, che l'Italia ha affrontato con misure preventive e efficaci che hanno ridotto di gran lunga l'impatto sull'intera popolazione italiana: il costo della vita è sceso e l'inflazione, dalle previsioni, parrebbe adattarsi ad un comportamento simile. A differenza di tutti gli altri Paesi europei (esclusa la Francia), la nostra nazione, complice un forte orientamento "industria-centrico", ha sopportato e attenuato la stangata prevista dalla crisi economica che stiamo vivendo e -man mano- si sta rialzando e ricominciando come, anzi no, meglio di prima. Parola d'ordine: OTTIMISMO.
"The earth is breathing with me and I cry, she is now my beloved bride..."
Altro argomento toccante della grande conferenza mondiale è stato il clima, tema scottante -è proprio il caso di dirlo- di estrema attualità: è previsto in un fututo più che prossimo (parlando in termini relativi all'intera esistenza dell'Universo) la temperatura media dell'atmosfera terrestre si potrebbe riscaldare di più di due gradi, il che provocherebbe un immenso sconvolgimento del clima così come noi tutt'oggi siamo portati a concepirlo. E' doveroso ricordare come la "colpa" del riscaldamento globale, seppure per una minima parte, non è interamente imputabile all'intervento umano in quanto la Terra sta fisiologicamente viaggiando verso un intiepidimento naturale e noi, le stiamo facilitando il lavoro.
A questo proposito è indispensabile che le nazioni che non hanno ancora aderito al trattato di Kyoto, decidano al più presto di adeguare le proprie emissioni di gas-serra al quantitativo massimo consentito, i cittadini stessi prendano coscienza del fatto che lo -spreco- non è più possibile in alcuna sua forma e le industrie forzino le loro ricerche verso un cammino di produzione di energia pulita.
Non a caso, negli immediati scorsi giorni, è stato approvato dal Parlamento Italiano il disegno-legge sulla re-introduzione delle centrali nucleari in Italia che entro il 2012 saranno in costruzione e, magari, (alcune) in funzione: abbiamo perso troppo, troppo tempo nel tornare a investire su un'energia pulita e sicura; non dimentichiamoci che l'Italia esporta sistemi di produzione energetica nucleare e relativi sistemi di sicurezza in tutto il mondo, compreso nelle nazioni che ci circondano quali Francia, Svizzera, Austria e Germania dalle quali compriamo energia a caro prezzo.
Infine, ultimo argomento affrontato (o meglio, ultimo che intendo affrontare) ha riguardato la questione africana della fame nei Paesi del Terzo Mondo: notevole, a simboleggiare già da subito una particolare attenzione, è stata la spilla nera sull'abito di Gheddafi rappresentante il continente africano sfoggiata subito dal suo arrivo a L'Aquila.
E' davvero interessante notare come lo Stato della Grande Democrazia, abbia cambiato e rivoluzionato il proprio pensiero in politica estera: Barack Hussein Obama, quarantaquattresimo presidente degli Stati Uniti d'America ha sconvolto le carte in tavola e, a differenza del suo predecessore, sta calmando gli spiriti bellicosi che hanno contraddistinto l'ultimo decennio statunitense e ha posto come prima grande pietra miliare del suo presidentato lo stanziamento di una somma di circa venti miliardi di dollari US a favore delle popolazioni meno fortunate.
Oggi, venerdì 10 luglio dell'anno nono dopo il secondo millennio dalla nascita di Cristo, si apre finalmente la finestra della propria casa e si ricomincia a sentire una brezza fresca, frizzante, meno appestata dell'acre olezzo della morte e squassata dai tremendi ultimi accadimenti avvenuti specialmente nel nostro Paese; ci si ferma e, una volta tanto, si pensa che tutto sommato la coscienza dei nostri Governanti sta avendo la meglio sui sentimenti terreni e qualunquisti dei potenti che, male, ci hanno guidato verso una -non ce lo augureremmo- distruzione consapevole e irresponsabile, e finalmente uno spirito di umanità si intravede tra coloro che le popolazioni mondiali hanno scelto per essere governati.
Si rimane anche un po' stupiti ed affascinati nel contempo per la maestosità che il nostro Paese e i suoi abitanti, come nelle proprie migliori tradizioni, riescono a regalare ai propri visitatori, siano essi clandestini, visitatori o Presidenti di Stati e nazioni...
E una preghiera vola a coloro che recentemente ci hanno lasciato, nelle due tragedie del 2009, sperando che coloro che possono, facciano in modo che questo sacrificio umano abbia un fine, un fine atto a garantire che nessun'altra vita umana sarà spezzata per inadempienze di altri.
Che Dio abbia cura di noi...
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